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04/03/2016

Una Torcia per la tua Montagna: il coaching

di Luisa Bagnoli - da Advisor Magazine - marzo 2016

Il coaching è un percorso di salite e discese. E’ la montagna della tua vita, dei tuoi pensieri, dei tuoi sentimenti.
Come ogni montagna è irta da scalare, a volte fa paura, ma se hai una guida, riesci a goderti panorami stupendi aria frizzante intorno a te e poi dentro di te.
Il coach è come una torcia che illumina per te aree della tua mente e della tua anima ancora non illuminate.
Spesso ci sono talenti nascosti che non abbiamo mai agito. Purtroppo il nostro cervello è tanto potente quanto pigro e abitudinario. Quando hai caricato un software, lui lo ripete all’infinito.
Ma oggi i mezzi per caricare un nuovo software ci sono. Il coaching è uno dei più collaudati e dei più potenti.
E’ un percorso di 9 sessioni di un’ora e mezzo/due in cui, stabilito un obiettivo, ci si muove nelle proprie mappe mentali con l’aiuto della nostra torcia: il nostro coach.
All’interno non di “chiacchierate”, ma di un percorso che segue tecniche ben precise, riusciremo anche a vedere le zone delle nostre credenze, delle nostre ipotesi autolimitanti.
 
Ci sono comportamenti che sono frutto di atti di difesa o di adattamento che sono stati sicuramente utili molti anni fa, quando li abbiamo messi in campo, ma che oggi non lo sono più, anzi, si sono trasformati in limiti.
Solo con la consapevolezza, che nasce vedendo insieme al coach queste credenze limitanti, riusciamo a liberare energia che può essere usata per arrivare al nuovo obiettivo.
 
A noi piace dire: consapevolezza, energia, risultato.
E che dire dei talenti non agiti? Spesso non sono agiti perché l’energia è spesa nel contrastare razionalmente il vecchio comportamento limitante, ma purtroppo la razionalità che ci aiuta tanto con in nostri fogli excel e la pianificazione di budget, o la costruzione di un’opzione butterfly, non ci serve nel cambiare un antico comportamento.
Bisogna anche dire che noi vediamo quello che già conosciamo anche in noi stessi.
Se non sappiamo di essere relazionali, perché mai lo siamo stati, crederemo di non essere relazionali, punto. Ma non è detto: non dandoci questa qualità, questa capacità non viene manifestata.
 
Mi piacerebbe tanto che già nelle scuole medie si iniziassero questi percorsi, perché avremmo la possibilità di vivere una vita molto più piena, ma soprattutto molto più “nostra”, basata su quello che realmente siamo e che purtroppo ci fanno dimenticare i genitori, le scuole, le regole altrui.
E vivere una vita non tua non porta certo alla gioia, ma non lo sappiamo quasi mai di vivere regole non nostre.
 
La cosa ancora più bella del coaching è che non occorre partire da obiettivi così olistici e sofisticati. Tu decidi cosa vuoi di più: Vendere meglio? Delegare bene? Gestire il tuo tempo in maniera efficiente? Gestire un team senza conflitti? Ascoltare davvero un cliente?
Ecco, da qualsiasi cosa tu parta, se durante il percorso sarai autentico/a, avrai iniziato a modificare il tuo livello energetico nella sua globalità,  i cambiamenti avverranno anche in altre aree al di là di un obiettivo parziale.
 
Molto spesso finchè non si prova non si riesce a capire cos’è il coaching.
Ma bastano due/tre sessioni per esserci dentro e amarlo profondamente, capirne il valore assoluto e chiedersi perché non si è fatto dieci anni prima.