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15/06/2016

Crisi di leader nelle aziende 'Serve una scuola da capi'

Essere capo non è urlare nè fare da soli. Per un'azienda fare corsi di leadership è un ritorno ai valori e alla co-creazione dei valori con tutti i dipendenti.

Cos'è la leadership? Come la si insegna ai capi di oggi e di domani? E' il chiodo fisso di Luisa Bagnoli, amministratore delegato di Beyond International, società di consulenza direzionale specializzata nella crescita del management, nella trasmissione dei valori aziendali e nella costruzione della vocazione internazionale delle imprese. Bagnoli ha la sua idea su come crescere i talenti in azienda. Tanto che con Beyond sta facendo partire una scuola dedicata alla leadership.
Bagnoli, cos'è la leadership in azienda?
Sono emersi due bisogni. Il primo è che in parte non ci sono più grandi scuole interne. Olivetti, ad esempio, aveva un'academy forte, con la quale si trasmettevano ai giovani i temi della leadership, dall'impegno professionale all'etica. Negli ultimi vent'anni, invece, si è cercato di correre e si è dedicato meno tempo a nutrire le persone. Dall'altra parte, c'è un versante in cui si parla sì di leadership, ma come dimostrano su Linkedin alcune vignette, in cui si mette in contrapposizione il capo, che è chi bastona, e il leader, che è visionario. Oggi manca il capo in azienda. Essere capo non è urlare, non è fare da soli. Questo si può imparare ancora di più della leadership, però per un'azienda fare corsi di leadership è un ritorno ai valori e alla co-creazione dei valori con tutti i dipendenti.
Le aziende cosa chiedono?
Ora stiamo facendo un passaggio generazionale in un'azienda energetica in cui il padre lascia il timone ai figli. Abbiamo fatto per un anno il travaso dei valori dal padre ai figli e ora li buttiamo a valle con processi agli altri dipendenti. Nelle grandi aziende, per mandare dalla cima alla valle un valore, che si treaduca in un comportamento agito, servono anni. Da solo in azienda non ce la fai, hai bisogno di un'operazione maieutica. Tanti parlano di training, ma noi cerchiamo una nuova parola. Training è un mezzo, non il processo, per fare dei cambiamenti.
Ci sono dei valori emergenti che stanno cambiando?
Il valore della bellezza. Negli individui vedo migliorare le persone, c'è più ascolto e più confronto con le generazioni più giovani.
Un giovane che contributo può dare?
Oggi dipende molto da chi sta sopra. Oggi in un paese come Italia, in cui non c'è lavoro e i migliori sono emigrati, tu non ne hai moltissimi validi e quei pochi devi farli parlare. E' una leadership delegativa e democratica, che ascolta, non che vive nell'anarchia. Però se non li fai parlare, rischi di perdere delle belle idee e soluzioni, anche legate a processi che l'azienda padroneggia di meno.
A quali Paesi ispirarsi?
I re sono i Paesi anglosassoni, per questo continuano a vincere.