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26/05/2016

Giovani e lavoro 'connessi' dal web. E' la rivoluzione della generazione K

L'economista Hertz: aziende vincenti se concedono creatività ai ventenni
Il 90% di loro usa Facebook e il 73% dichiara di non poter vivere senza il cellulare. E' la generazione 1995-2002, quella venuta dopo i Millennials. Quella che Noreena Hertz, economista inglese, ha definito la Generazione K. Lo ha spiegato martedi a Milano, davanti a una platea di imprenditori riuniti da PNC-The Power of New Culture, network fondato e presieduto da Luisa Bagnoli per 'creare consapevolezza nella classe dirigente'.
Noreena Hertz, cos'è la Generazione K e in cosa si distingue dalle precedenti?
'Chiamo Generazione K quella che va dai 14 ai 20 anni, l'ho studiata negli ultimi due anni. Ho trovato molte differenze rispetto ai Millennials. Sono profondamente ansiosi, molto più delle precedenti generazioni, preoccupati del terrorismo, del cambiamento climatico e qui in Italia dell'economia e della mancanza di lavoro. Nel Regno Unito il 72% dei teenager è preoccupato della morte. E' un fenomeno globale'.
Perchè la K?
'Sta per Katniss Everdeen, l'eroina di Hunger Games (trilogia di libri, ndr). Il modo in cui i teenager sperimentano il mondo è molto simile al suo. Questa generazione è profondamente attenta alle disparità, alle discriminazioni. Si fanno i selfie, ma non sono selfish (egoisti, ndr). Osserviamo un aumento del volontariato, di coinvolgimento in campagne sociali, non solo sul web'.
Che mestieri cercano?
'A dispetto dei Millenials, cresciuti in un'epoca più ottimistica e perciò più esigenti, questa è una generazione più pragmatica. Vogliono un lavoro e sono disposti a lavorare giorno e notte per raggiungere i propri obiettivi. I datori di lavoro devono creare esperienze che parlino alla mentalità di questa generazione. Anche se spendono un sacco di tempo sui telefonini, cercano l'interazione umana. Bisogna parlare ai loro valori, come l'uguaglianza di genere e di razza'.
Ci saranno lavori diversi anche per la rivoluzione robotica?
'Si. I robot saranno un elemento di trasformazione decisivo. E per la Generazione K penso che influirà dal punto di vista politico la dislocazione delle persone'.
Un imprenditore che voglia essere interessante per la Generazione K, cosa deve fare?
'Ho 5 consigli. Dimostrare interesse, essere connessi, comunicare in forme che interessano a questa generazione, specie nell'interazione faccia a faccia, celebrare i loro desideri e valori come unici. Abbracciare il diverso, ad esempio. Uno dei marchi di maggiore successo tra i teenager degli stati uniti è italiano, Brandy Melville, perchè i vestiti hanno un'unica taglia che cambia però in base a chi la indossa. Quinto e ultimo consiglio: creare insieme. Starbucks ad esempio permette alla gente di proporre la propria ricetta e di condividerla'.